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Storie SMART che ricorderemo, perché siamo ZMART | Massimiliano

Massimiliano, responsabile reportistiche

E’ la mia prima esperienza di #smartworking: la vita privata, il benessere vitale, l’organizzazione e lo stress lavorativo sono decisamente migliorati.

Non dover prendere mezzi pubblici o l’automobile per recarmi in azienda significa riduzione di stress e risparmio di denaro e di tempo -visto anche il ritardo dei mezzi e nel traffico. E’ statisticamente comprovato!


Quindi, un miglior equilibrio tra vita professionale-privata e, così, un risparmio energetico mentale non indifferente; la gestione del lavoro/tempo libero è più sensibilizzata ed ottimizzata.
In più, lavorando da casa riesco ad essere più concentrato, e lavorando in completa solitudine nel mio studio posso immergermi maggiormente in quello che sto facendo - forse ho un “modus operandi” da solitario?
Però il distaccamento dal team di lavoro si sente: vengono a mancare i momenti di condivisione e di confronto, sia lavorativi che personali, che si, sono ovviabili date le vaste possibilità di comunicazione che vi sono oggi, ma che mi sento di dire non sono per nulla riconducibili ad una stretta di mano, un caffè con un collega preso durante la pausa quarto o un raccontarsi le cose di persona guardandosi in faccia.
Per concludere, è meglio o peggio lavorare da casa? E’ soggettivo, certo. Mi trovo molto meglio a lavorare da casa ma alcune cose vengono a mancare. Mi ritengo fortunato a riuscire, nonostante il brutto periodo che stiamo vivendo, a lavorare e avere quindi la possibilità di poter avere il mio stipendio alla fine del mese -purtroppo per molti non è più cosi. Quindi, in fondo, la coda la mattina, il mio ufficio, la mia scrivania e quei scalmanati dei miei colleghi, non sono poi così male.

Grazie, Massimiliano!

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